Libro Neo Zen della Vita e della Morte
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L' effetto della meditazione nel Neo Zen :
...l'apprendimento sociale è sufficiente per spiegare, attraverso le diverse culture, che cosa sta accadendo nello Zazen (essere seduti in assorbimento) in quanto scientificamente percettibile: ' l'ultima' desensibilizzazione dalla paura della morte. Durante questo processo, che potrebbe prendere una intera vita di pratica continuata (Dogen 1200-1253), il meditatore è ' torturato ' dal makyo, (= il non-cosciente), distrazioni sataniche dovuto all' abitudini del fare, del pensare e del sentire. Mentre seduti in qualunque posizione, in piedi, camminando o sdraiati rimanendo svegli, per un' ora al giorno, il meditatore si esercita nelle pratiche della Meditazione Clinica (CM): auto-counseling, rilassamento e ' assorbimento '. Rimanere seduto immobile nell' ardua posizione del ' loto ' al lungo è forse nient' altro che una prova dura culturalmente condizionata, solo per scoprire che il colpo improvviso accade al contrario. Siamo testimone del come il relativizzare conscio si muove gradualmente verso ‘l’ emoting’ e oltre nello svuotamento. Ciò è un salto di quantum che occorre tempo e soltanto accade se la paura della morte è dissolto. La meditazione riaccende questo processo 'di estinzione ' verso il cancello del Nirvana. Si dice che ' l'ego' sparisca soltanto dopo 'un sui'-cidio riuscito (o un ’hara'-kiri metaforico) - per essere differenziato dal ‘soma’-cidio -- analogo, parzialmente identico a e certamente andando oltre che cosa è chiamato 'petit mort': una liberazione orgasmica intergalattica succhiandoci in un buco nero cosmico di nulla e di creazione di vita...
by Y.Haruki, Y.Ishii, K.T.Kaku, R.Kawano, Y.Sakairi, G.Sugamura, & M.K. Taams, Eds
Lettera a un discepolo ' muribundo' :
Maestro Zen Bassui (1327 - 1387) scrisse la lettera che segue a uno dei suoi discepoli che si trovava in punto di morte:
" L' essenza della tua mente non è nata, così non morirà mai. Non è un' esistenza, che è deteriorabile. non è un vuoto, che è mera vacuità. Non ha né colore né forma. Non gode di alcun piacere e non soffre alcun dolore. - So che sei molto malato. Da buon studente Zen, stai affrontando di petto la malattia. Anche se non sai con esattezza chi stia soffrendo, chiedi a te stesso: ' Qual è l' essenza di questa mente? ' e pensa soltanto a questo, perché non ti servirà altro. Non bramare nulla. La tua fine, che è infinità, è come un fiocco di neve che si scioglie nell' aria pura."
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