Libro Neo Zen della Vita e della Morte
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P o e s i e d e i M a e s t r i Z E N :
Nella ricerca di Lui consumai
La mia forza
Una notte ripiegai
Il mio dito puntato:
Mai più una luna così!

Il mio io di molto tempo fa, Non - esistente in natura;
Nessun luogo dove andare quando si è morti,
Assolutamente nulla
I k k y u
Noi mangiamo, espelliamo, dormiamo, e ci leviamo; Questo è il nostro mondo.
Tutto quel che dopo ci resta fare
E' di morire
I k k y u
Quando varcai la scoglia di questa vita
non me ne resi conto.
Quale potenza mi schiuse
in questo vasto mistero
come un bocciolo
nella foresta a mezzanotte!
Quando al mattino guardai la luce
sentii in solo momento
che non ero straniero in questo modo
e che lì imperscrutabile senza nome e senza forma
mi aveva preso tra le sue braccia
assumendo l' aspetto di mia madre.
Proprio così, anche nella morte
lo stesso ignoto apparirà a me
come allora familiare.
E poiché amo questa vita
so che altrettanto amerò la morte.
Il bambino piange
quando la madre lo stacca dal seno destro
ma nell' attimo immediatamente seguente
trova nel sinistro la sua consolazione.
Rabindranath Tagore, " GINTAJALI ", verso 95
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